L’inukshuk (dall’inuktitut ᐃᓄᒃᓱᒃ, al plurale ᐃᓄᒃᓱᐃᑦ) è un ometto, ovvero una costruzione in pietra usata come punto di riferimento dagli Inuit, Inupiat, Kalaallit, Yupik e da altri popoli della zona artica dell’America settentrionale. Queste strutture sono state trovate nell’area compresa tra l’Alaska e la Groenlandia. Questo territorio, ubicato oltre il circolo polare artico, è dominato dalla tundra che è, per conformazione, povera di punti di riferimento naturali. (da Wikipedia)

Un ometto, detto anche ometto di pietra, omino di pietra o uomo di pietra, è una semplice costruzione artificiale che consiste nell’impilare, uno sopra l’altro, generalmente per motivi statici e secondo uno schema piramidale, pietre di dimensioni differenti. Il risultato ottenuto assume di solito una forma vagamente antropomorfa, da qui il nome di “ometto”. (da Wikipedia)

In montagna (e nell’alpinismo) gli ometti di pietra sono utilizzati per indicare il sentiero da seguire, in assenza delle indicazioni ufficiali o come loro integrazione. Sono costruiti dagli escursionisti per segnalare l’andamento del percorso in punti non particolarmente evidenti, dove sarebbe possibile uscire dal tracciato. (da Wikipedia)

Molto ben fatti e visibili gli ometti presenti sul sentiero che porta ai Laghi Estoul (o Chamen).

Siamo  in Val d’Ayas, nel comune di Brusson. Meno frequentati dei Laghi Palasinaz (situati nel vallone adiacente e ospita anche il Rifugio Arp) in questo inizio giugno i Laghi Estoul presentano ancora delle coperture di ghiaccio e all’intorno molti accumuli nevosi.

Dove la neve si è sciolta tra i primi fiori a “spuntare” possiamo trovare la Soldanella alpina 

La parte alta del vallone è paesaggisticamente (e fotograficamente) assai appagante

e la discesa offre un’ampia vista su una serie di “quinte” montane (foschia permettendo)

Inukshuk – Parte prima (Laghi Estoul)